Avvocati, architetti & co: con il decreto di agosto si amplia il range del bonus di 1000 euro

Nuovo bonus di mille euro per Iva, stagionali e altre categorie di lavoratori, compresi i professionisti di fondi privati ​​(non INPS), come gli avvocati, che sono in gran parte esclusi dal precedente “bonus mille”. Questa è una delle novità del decreto agosto, pubblicato il 15 agosto in Gazzetta Ufficiale. Il giorno della pubblicazione è importante perché i lavoratori hanno solo 15 giorni dall’entrata in vigore per presentare domanda, pena la decadenza dal diritto al premio. Fanno eccezione i professionisti, per i quali il decreto prevede un doppio binario. Chi ha già avuto il bonus di 1000 lo avrà automaticamente per un ulteriore mese (automazione che c’era già per il bonus di 600 euro ormai scomparsa); in caso contrario, hai 30 giorni di tempo per richiederlo.

Già da queste differenze si capisce che le modalità di accesso al bonus sono labirintiche, come lamentano vari commercialisti; e può arrivare addirittura ad escludere coloro che, durante la serrata, hanno avuto un blocco totale della fatturazione, come si sono lamentati i rappresentanti delle Partite Iva durante gli incontri con il Governo presso gli Stati Generali.

Le revisioni dei numeri di partita IVA si basano sul fatto che vieni pagato diversi mesi dopo il giorno della fattura. Ci sono casi di lavoratori che non hanno addebitato nulla durante il blocco ma che hanno incassato vecchie fatture potrebbero non avere diritto al premio. Idem se per caso nel bimestre del 2019 non hanno incassato nulla: per loro non c’è un possibile calo di reddito.

Bonus di 1000 euro, professionisti e partita iva

Cominciamo con i professionisti. Chi lo ha già ottenuto non dovrà fare nulla, come detto. Per altri è più complicato.
Per i professionisti iscritti ad un fondo privato i requisiti sono diversi da quelli previsti per gli iscritti all’INPS a gestione separata e che erano già tra i beneficiari del bonus con il provvedimento di Relance. Chi ha avuto un reddito professionale nel 2018 non superiore a 35mila euro non ha bisogno di un calo del fatturato. Tra 35mila e 50mila, invece, sì: diminuzione del 33% nel primo trimestre 2020 rispetto al 2019 ovvero sospensione o cessazione dell’attività. Più di 50.000 nessun bonus. Inoltre, non è necessario avere una pensione, avere anche un reddito da lavoro dipendente o aver richiesto premi associati ad altre forme di previdenza sociale obbligatoria.

Bonus per le partite della TVA e per i lavoratori del turismo e dello spettacolo

Il decreto comprende un intero capitolo dedicato ai lavoratori di due settori particolarmente interessati dal covid-19, il turismo e lo spettacolo. I lavoratori stagionali di questi settori hanno diritto al bonus fintanto che non hanno pensione, nessun altro rapporto di lavoro o beneficiari della NASPI e che hanno risolto involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1 gennaio 2019 e 17 marzo 2020 ..

I lavoratori a tempo determinato di questi settori hanno inoltre diritto, a queste condizioni: al possesso nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato nel settore turistico e stabilimenti termali, della durata complessiva di almeno trenta giorni; possesso nel 2018 di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato o stagionale nello stesso settore di cui alla lettera a), per una durata complessiva di almeno trenta giorni; assenza di proprietà, al momento dell’entrata in vigore del decreto, pensione e rapporto di lavoro.

Gli altri beneficiari

Il decreto prevede anche il bonus per i lavoratori stagionali appartenenti a settori diversi dal turismo e dalle terme che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 e che abbiano svolto attività lavorativa da almeno trenta giorni nello stesso periodo; lavoratori intermittenti, di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, che ha lavorato per almeno trenta giorni dal 1 gennaio 2019 al 17 marzo 2020.

Anche per i lavoratori autonomi, sprovvisti di partita IVA, non iscritti ad altri moduli previdenziali obbligatori, che nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2019 e il 29 febbraio 2020 erano titolari di contratti di lavoro autonomo occasionale riconducibili a quanto previsto dal articolo 2222 del codice civile e che non hanno contratto in essere alla data di entrata in vigore del decreto. Lo stesso, per tali contratti, dovrà essere già iscritto in data 17 marzo 2020 in separato indirizzo di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con accreditamento nello stesso periodo di almeno un contributo mensile.

Categoria ultimo beneficiario: i responsabili delle vendite porta a porta di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, con reddito annuo 2019 dalle stesse attività superiore a 5.000 euro e titolari di partita IVA attiva e registrata nella gestione autonoma di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, a partire dal 17 marzo 2020 e non iscritti ad altri moduli previdenziali obbligatori.

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Tommaso I  Genovese

Tommaso è un'ancora sportiva e corrispondente per Dico News. Nato in Inghilterra e con sede presso la sede di Dico News, copre le principali notizie sportive e gli eventi per Dico News.

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