Bonus anche per i lavoratori autonomi ma assegni fino a 8 anni

Anche, pure “persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività commerciali, arti e professioni“potrà accedere a Bonus del 110% per ristrutturazioni ed efficienza energetica.

Per chiarire è ilAgenzia delle Entrate – dopo il via libera ai decreti attuativi Rilancio DL – con un circolare dell’8 agosto 24 / E, delineando alcuni aspetti del provvedimento che non erano ancora chiari. La prima informazione rilevante è il periodo durante il quale è possibile richiedere l’accesso a questa forma di bonus. Dopo l’approvazione da parte del revenue manager, Ernesto Maria Ruffini, del documento di comunicazione per usufruire della riduzione, è stato specificato che la richiesta può essere inviata a partire dal 15 ottobre 2020 e non oltre il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono stati impegnato.

Un’altra novità è che i membri della famiglia del proprietario dell’immobile potranno usufruire della riduzione se, logicamente, hanno sostenuto la spesa; inoltre avranno accesso anche inquilini e conviventi del proprietario o intestatario dell’immobile. In quest’ultimo caso la richiesta sarà considerata valida anche se si tratta di un immobile diverso dalla residenza principale, mentre non sarà possibile ottenerla per immobile locato o dato in comodato d’uso.

Tra coloro che hanno diritto al premio del 110% – ma solo per una parte – anche i lavoratori autonomi e le partite Iva che hanno sostenuto spese per gli immobili ubicati all’interno dei condomini, in parte per i lavori sulle parti comuni. Per quanto riguarda le singole unità immobiliari, questa categoria di lavoratori non potrà accedere all’incentivo, che resta quindi valido solo per i beni che non fanno parte dell’attività commerciale. Pertanto, i numeri di partita IVA potranno accedere al bonus solo per:

  • Beni strumentali per attività commerciali, artistiche o professionali;
  • Gli edifici che costituiscono l’oggetto dell’attività commerciale;
  • beni di proprietà dell’azienda.

esclusi in tuttod’altro canto, somme forfettarie tranne nel caso in cui decidano di trasferire i propri crediti d’imposta a un’impresa oa un istituto bancario o finanziario. Come affermato in un articolo di IlGiornale.itBisogna però fare molta attenzione a non commettere errori nelle dichiarazioni e fare attenzione sia al fornitore che ha applicato lo sconto sia al fornitore che ha acquistato il credito d’imposta, in quanto potrebbero incorrere in gravi sanzioni. .

Il bonus del 110%, infatti, è una misura a cui si può accedere in diversi modi:

  • anticipare l’importo e ottenere un rimborso
  • da uno sconto sull’importo dovuto, fino agli importi massimi, che verrà anticipato dai prestatori degli interventi, che lo recupereranno sotto forma di credito d’imposta, per un importo pari alla detrazione dovuta;
  • cessione del credito d’imposta ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

L’Agenzia delle Entrate ha fissato una scadenza 8 anni effettuare le dovute verifiche sulla regolarità degli importi richiesti sotto forma di bonus, ed in caso di errori punizioni potrebbero variare dal 100% al 200% dei crediti inesistenti utilizzati.

Ad esempio, in caso di errore nel calcolo degli importi dovuto all’accumulo di interventi previsti nel bonus del 110% che può essere aggiunto, in caso di calcoli errati, la sanzione pecuniaria potrebbe essere compresa tra 2000 e 15mila euro in caso di schiavitù infedele Ciò potrebbe accadere nel caso in cui si decidesse di ottenere il rimborso dell’importo totale.

Se, invece, c’è una cessione di credito, i fornitori o altri cessionari saranno direttamente responsabili dell’eventuale errore di credito.

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Tommaso I  Genovese

Tommaso è un'ancora sportiva e corrispondente per Dico News. Nato in Inghilterra e con sede presso la sede di Dico News, copre le principali notizie sportive e gli eventi per Dico News.

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