Il barista di Alessandro Di Battista (M5S) per un’estate sulla spiaggia di Ortona: “Politica? Te lo spiegherò “

Dal nostro corrispondente ad Ortona (Chieti)

Una fonte ti dirà: “Guarda, Di Battista ha iniziato a lavorare come barista.”
Che dici?
Ma veramente?
Cocktail Dibba Che prepara?
No, scusa: e dove?
(Tre giorni dopo)

A Ortona, sulla spiaggia privata dell’Hotel Katia, ombrelloni in fila per nove e sabbia bollente, c’è un mare liscio, c’è un bel sole e poi ecco che arriva sul serio, ha detto il nostro Alessandro Di Battista Dibba, l’aspirante rivoluzionario del nord di Roma che dopo aver messo il naso nella piccola impresa familiare squallida specializzata in articoli sanitari nel settore ceramico (conti in rosso, troppo rischioso), dopo aver provato a essere un falegname(troppo stancante), dopo aver scritto resoconti molto modesti (la sua storia viaggiare in america centrale di Sky Atlantic è stato giudicato da Aldo Grasso il peggior programma del 2019), è qui che quest’estate si presenta tra i tavoli del “Barretto”, lo snack bar dietro le sedie a sdraio.

Il destino dei giornalisti politici in questo paese è crudele: andare a stabilimenti balneari. L’anno scorso tutti a Papeete Beachda Milano Marittima, dove il segretario di casa era stato individuato, senza camicia, sudato e disfatto, mettendo su musica, svuotando bicchieri di mojito congelato e chiedendo poteri assoluti (sai come è finita: il giocatore della lega, nel sondaggi, perso 12 punti; Meloni ha vinto 10, e ora ne hanno 23-18). Quest’anno rimani sempreAdriatico, ma devi andare più a sud, la posizione è meno alla moda e, soprattutto, il nostro uomo prepara i cocktail invece di prosciugarli.

Mah.
Insomma sì: è lui, Dibba.
E, per l’amor del cielo, anche lui è sceso la bandana

Ma quanto è forte e testardo, eterno ragazzo con basette – guarda le zampe, per favore – questa volta travestito da giacca da barista bianco, nonostante una donna lo guardi da lontano (Sahra Lahouasnia, una donna di eccezionale pazienza), un figlio che costruisce castelli di sabbia lì per imitare suo padre e a fratellino in arrivo(vogliono dare alla luce Pescara: “Avevamo ottime referenze sull’ospedale locale, lo chiameremo Filippo”).

Hotel Katia è pulito e ordinato, tre stelle, arredamento degli anni ’70. Dibba dice di essere venuto quando aveva 16/17 anni, ricorda qualche estate, Zucchero Spagna 883, i primi baci, Grillo era solo un comico.

Per arrivare al “Barretto” bisogna attraversare il giardino, la spiaggia è a cinquanta metri di distanza: la tettoia in legno bianco, i tavoli bianchi, il frigorifero con ghiaccio a destra. Entra una signora: “Ale, uno spritz … e un commento su quel furbo racconto!” I clienti lo criticano, lo corteggiano. Lui – quello sostiene suo cugino nella gestione del ristorante – piacionesco, visionario, sempre in possesso di una spensierata certezza su tutto: ha promesso in Puglia di chiudere il rubinetto in due settimane, ha suggerito di trattare con Daesh, ha annunciato che in Grecia i cittadini disperati si sono iniettati il ​​virus AIDS,convinse Luigi Di Maio ad andare in Francia per baciare i giubbotti gialliche aveva appena dato fuoco a Parigi (immagina Macron quando in seguito apprese che chiunque avesse avuto la cravatta della coppia era diventato ministro di congresso per 5 stelle, innescando un mezzo pandemonio nel movimento, perché ci sono ancora alcuni che credono nella sua parola. Per questo motivo, rimane il prodotto più sorprendente del grillismo, Dibba: quello dopo essere stato “Heart of cream”, il soprannome con cui ha animato i villaggi turistici, trovò lavoro in Parlamento grazie a padre Casaleggio allora partì per il Chiapas, questa volta travestito da sub-comandante Marcos, in tasca il fustagno su cui appuntare commenti indimenticabili come “Puoi ammirare il fiume che scende silenziosamente” per il suo rapporto, sulla sua spalla il sacco a pelo per chiedere ospitalità in una fattoria da cui fuggì quindi all’Alba, gli zapatisti che lo inseguirono con furia per essere stato ingannato da un leader dell’M5S, il partito che – in Italia – era al governo con Salvini.

Dopo aver ascoltato queste brevi note biografiche, Dibba di solito si gira e fa una faccia sprezzante: “Qualsiasi invidia”. In effetti, la sua capacità di inventare periodicamente un mondo diverso è abbastanza invidiabile. Ha un certo effetto trovarlo all’ora di pranzo che arriva al tavolo e dice: “Oggi abbiamo un pesce fritto”. Torna dieci minuti dopo, la patatina è davvero buona, ma non ti ascolta nemmeno. Risponde a quello nella tabella seguente: “Un governo di solidarietà nazionale guidato da Draghi? Dio ci salvi … “

Serve ai tavoli e parla come leader. L’altro giorno, una carezza inaspettata per il suo ego, un gruppo di Molise Grillini è venuto a trovarlo, una sorta di pellegrinaggio sulla spiaggia. Per gli attivisti, Dibba spiega molte cose in ordine casuale: l’accordo sul fondo di incentivazione rafforza Conte, ma l’Unione può essere veramente attendibile solo quando abolisce il Patto di stabilità; un po ‘di denaro dovrebbe essere speso per risolvere il dramma dell’instabilità idrogeologica; con Di Maio il rapporto è buono (cioè si odiano a vicenda); chiunque gli chieda di guidare lì rinascita del movimento, risponde che “non c’è carenza di passione e non mancherà mai, ma ora penso al mio ultimo rapporto sull’Iran, che ho intitolato: “The Persian Paths” “(atteso con impazienza, ovviamente, dalla comunità internazionale).

Le giornate sono belle e lunghe e al tramonto Dibba – una maschera mezza caduta sul mento – è dove viene preparato un Negroni: 1 3 di gin, 1 3 di vermouth rosso, 1 3 di Campari. Ma poi aggiunge due foglie di menta. “No, no, Ale! Quante volte devo ripetere che dovresti mettere la menta solo nel mojito? “.

Ascolta Oms Podcast di Tommaso Pellizzari e Fabrizio Roncone in estate come barista di Di Battista

30 luglio 2020 (modifica il 30 luglio 2020 | 08:01)

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Italo V  Lucciano

Italo V  Lucciano

Lucciano è caporedattore del National News Desk di Dico Digital, supervisionando la copertura delle ultime notizie sugli eventi nazionali. Da quando è arrivato a Dico News da Charlotte Observer nel 2018, ha avuto una mano in storie come il disastro petrolifero della BP, la morte di Osama bin Laden, le riprese della scuola di Sandy Hook e le conseguenze di Superstorm Sandy. Vive per le scadenze e le sue due giovani figlie.

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