Italiani rapiti in Libia: ipotesi “rapimento lampo” andato male

Italiani rapiti in Libia: ipotesi “rapimento lampo” andato male

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Si indaga sulla vicenda dei due italiani rapiti in Libia, il 56enne Bruno Cacace e il 66enne Danilo Calonego: stando alle prime ipotesi, i sequestratori avrebbero voluto un “rapimento lampo” che si sarebbe dovuto chiudere subito con un riscatto ma qualcosa è andato male.

L’intenzione dei rapitori dei due italiani rapiti in Libia sarebbe stata quella di un sequestro lampo da chiudere in breve tempo ma la situazione sembra essere cambiata in itinere diventando via via sempre più pericolosa: i due uomini, entrambi in Libia per la società Con.I.Cos di Mondovì, si trovavano in una zona già conosciuta dall’intelligence in quanto abitata da tribù tuareg e nella quale imperversano trafficanti d’ogni tipo. L’obiettivo principale, attualmente, è capire chi sono gli uomini che hanno rapito i due italiani per orientare al meglio le indagini e risolvere la situazione nel più breve tempo possibile: ogni giorno che passa, infatti, rende sempre più pericoloso quanto accaduto. “Uomini mascherati che si trovavano a bordo di una vettura 4×4, hanno fermato vicino alla cava di El-Gnoun un’auto dove si trovavano degli stranieri che stavano viaggiando verso il loro posto di lavoro vicino all’aeroporto di Ghat, prima di sequestrarli” scrivevano ieri alcune fonti locali anche se, in tutte le notizie trapelate, manca qualsiasi accenno al movente: proprio per questo motivo si pensa che i rapitori siano criminali “comuni” che hanno rapito i nostri connazionali al solo scopo di estorcere del denaro.

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