lui, Pioli e Milan

Altri quattro giorni: oggi, mercoledì, giovedì e venerdì, perché se non ci riuscirete prima, sarà difficile trovare un accordo tra Ibrahimovic e il Milan questo fine settimana a Montecarlo, dove Mino Raiola, agente di tanti giocatori, ma soprattutto il campione. Svedese. La soap opera che è durata troppo a lungo è nota a tutti. Il Fondo Elliott e per scalare il suo primo rappresentante Gazidis, il capo della zona tecnica, Maldini e coach Pioli, senza contare i tifosi, sono tutti convinti che Ibrahimovic debba restare almeno per un’altra stagione. E lo svedese, che sarebbe sicuramente partito con l’arrivo di Rangnick, è felice di restare. Come sempre, però, l’ostacolo è il denaro base, visto che il Milan gli offre 5 milioni di bonus netti in più, mentre Ibra chiede 7,5 milioni per essere il più pagato della “squadra”. Logica, esperienza e soprattutto buon senso fanno pensare che prima o poi si raggiunga un accordo, ma il rischio è che il “dopo” prevalga sul “primo”, perché il Milan si ritroverà lunedì prossimo e Pioli ha diritto di lavorare sin dal primo giorno con tutta la squadra, a cominciare dal suo manager, Ibra. Finora l’azienda ha pensato principalmente di sbarazzarsi di stipendi ritenuti eccessivi, da Rodriguez a Reina, evitando di rinnovare il contratto a Bonaventura (a torto) e Biglia (a ragione). Tra i tanti nomi importanti per rafforzare la rosa, da Tonali a Chiesa, Aurier a Milenkovic, non si è ancora visto nessuno e sarebbe ancora più grave partire senza Ibrahimovic. Se non si raggiunge un accordo con lui entro la fine della settimana, sarebbe difficile immaginare quando finirà questa telenovela e potrebbero esserci anche pericolosi dubbi sul rinnovo del contratto. Tra meno di un mese il Milan giocherà la sua prima partita di Europa League a ridosso del debutto in campionato e quindi i tempi sono già stretti, quindi Pioli rischia di essere in difficoltà. Un rischio che nessuno può permettersi, nemmeno Ibrahimovic agli occhi dei compagni e dei tifosi, perché se ama davvero il Milan come ha sempre sostenuto non può ostacolare una differenza di pochi milioni che cambierebbe il vita dello scrittore e di chi legge queste righe, ma non cambierebbero certo la sua. Una buona partenza, in piena sintonia e con rinnovato entusiasmo è fondamentale, perché i ritardi accumulati all’inizio ripagano alla fine e l’ultima esperienza di Ibra in maglia rossonera lo dimostra. È convinto che se fosse arrivato l’estate scorsa e non dopo Natale, il Milan avrebbe vinto lo scudetto come quando è arrivato nel 2010, con Allegri in panchina. Ma se non avesse vinto lo scudetto, il Milan avrebbe raggiunto almeno il quarto posto nella stagione appena conclusa con lui, con un ingresso in Champions League. Per questo correre più indietro adesso non avrebbe senso, visto che Ibra è già lì, sa che Pioli e compagni e la sua presenza a Milanello dal primo giorno sarebbero il miglior carburante su cui volare. altri obiettivi. Poi sarà il momento di rinnovare il contratto di Donnarumma, che comunque sarà presente alla riunione, con l’augurio che arrivino i rinforzi, perché come ha detto Boban alla Gazzetta manca ancora il 30/40 per cento. Milan per fare le cose in grande. E dopo essere tornati al sesto, puntare al quarto è il minimo. Soprattutto se Ibrahimovic non farà perdere tempo a Pioli.

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Adelmio C  Calabrese

Adelmio ha recensito gadget per oltre 5 anni e ha iniziato la sua carriera rivedendo smartphone. Ha iniziato a recensire gli smartwatch quando Android Wear era una cosa e continua a rivedere i dispositivi indossabili per il fitness. Un audiofilo, ogni tanto rivede anche i prodotti audio. Mentre rivedere gli smartphone lo tiene impegnato durante la settimana, ama distendersi facendo lunghi viaggi durante i fine settimana. Un completo benzinaio che ama la tecnologia e può parlare di bhp e GHz per tutto il giorno. È un amante della tecnologia e anche un grande giornalista di Breaking.

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