ma ora il virus miete meno vittime

Seconda ondata, boom di nuovi casi in Europa: ma ora il virus fa meno vittime

Gli esperti concordano: la partita vera si giocherà in autunno, quando torneremo tutti dalle vacanze che rischiavamo infetto e quando torniamo in luoghi chiusi. Ma la curva che descrive il numero di nuovi positivi in ​​Spagna, Francia, Germania e, anche se in misura molto minore, in Italia, è già alle stelle da giorni. Per questo motivo è cresciuta la preoccupazione, a tal punto che in Spagna molte attività sono state interrotte, ea Parigi, in alcune zone molto trafficate della città, da domani sarà obbligatorio indossare un maschera all’esterno. Ma c’è un’altra curva che, sorprendentemente, rimane piatta, non segue la precedente in aumento: descrive il numero di morti giornaliere.

LEGGI ANCHE Virus, boom di infezioni in Francia: a Parigi con una maschera. La Spagna più contagiata in Europa

SCENARI
Alcuni esempi: in Francia, la scorsa settimana, il numero di vittime giornaliere per Covid-19 hanno sempre oscillato intorno alla decina, a volte qualche unità in più, a volte di meno. Tuttavia, il numero di nuovi casi positivi è aumentato notevolmente, superando anche i 3.000, per raggiungere i 2.288 l’altro giorno. Fai sempre attenzione ai dati, poiché ogni paese ha i propri metodi per contare i positivi, i ricoveri e i decessi, ma la tendenza non è diversa anche in Spagna. Qui – nonostante la confusione dei numeri delle diverse comunità autonome – da una settimana la freccia che indica i nuovi positivi punta drasticamente verso l’alto: da 1.200 a fine luglio si sono superati 1.800, ma il numero dei morti resta basso, spesso singole cifre al giorno. Di nuovo, la Germania: da 378 casi al giorno il 12 luglio, è passato a 1.147 il sabato. Eppure il numero di morti ogni giorno è ancora ben al di sotto di 10, non c’è stata un’inversione di tendenza dalle ultime settimane. Infine, l’Italia: dopo il picco molto preoccupante di 552 nuovi casi positivi, ieri si è registrato un regolamento a 347. Senza dubbio, su base settimanale, anche nel nostro Paese si registra un aumento costante dei nuovi casi. le vittime sono al minimo, proprio venerdì 3, ieri 12. In totale, anche il termometro dei ricoveri non registra un aumento proporzionale all’aumento dei nuovi casi: i pazienti in terapia intensiva sono ancora intorno ai 40 (ieri 42 ), in altri reparti intorno al 770. Per valutare questo quadro non bisogna però essere superficiali: in ogni caso ci sono ancora persone che finiscono in ospedale.

PAURE
Non solo: in Spagna i medici dei vari reparti non nascondono la loro preoccupazione. Robert Güerri, coordinatore dell’unità speciale Covid dell’Ospedale del Mar di Barcellona, ​​intervistato da radio Rac1, ha avvertito che di questo passo “la situazione in autunno sarà grave” e che in ogni caso c’è ha già, in questo unico ospedale, 28 pazienti Covid ospedalizzati e 9 in terapia intensiva, con ricoveri generalmente molto lunghi. Un altro esempio: in Aragona, la regione più colpita, 42 pazienti Covid sono in terapia intensiva, tanti quanti in Italia. Ancora: gli esperti avvertono che gli effetti sulle morti non sono immediatamente visibili quando la curva di contagio aumenta, ma con due o tre settimane di ritardo. C’è però un elemento che può rassicurarci: l’età media dei nuovi positivi, in Italia come nel resto d’Europa, è molto più bassa, e che, almeno in questa ondata, limita i danni. Semmai il problema è un altro: se il virus circola incontrollato, presto passerà da soggetti giovani ad anziani e fragili che saranno maggiormente a rischio.

MESSAGGI CHIARI
Per questo esorta alla prudenza anche il professor Matteo Bassetti, specialista in malattie infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, da sempre tra i più ottimisti. “Dobbiamo inviare messaggi molto chiari ai cittadini – ha detto -: allontanatevi, usate maschere se necessario, lavatevi spesso le mani. Detto questo, i dati dei Paesi europei a noi vicini erano prevedibili e confermano che lo scenario è cambiato rispetto a marzo ”. Cosa significa? “Confermo che la curva dei casi positivi è in aumento, ma non quella dei decessi. Non solo: non aumenta nemmeno quello delle ammissioni. Il dato che dovrebbe interessarci è la percentuale di campioni positivi, a mio avviso è l’unico che conta con quello dei ricoveri, anche se i criteri per il ricovero cambiano da una regione all’altra. Ma guarda la terapia intensiva: è stabile. La morte? Quelli che vediamo riguardano pazienti da due a tre mesi fa. Non c’è un solo positivo rilevato nelle ultime settimane ”. Ecco, ma non c’è il rischio che, appunto, si vedano morti per l’attuale picco di contagi tra due mesi? “No, c’è un modo molto semplice per capirlo: non c’è aumento dei pazienti in terapia intensiva in Italia. Sia chiaro, il virus circola ancora, ma in percentuale inferiore rispetto a marzo ”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Avatar

Abramo Montalti

"Esperto di viaggi professionale. Risolutore di problemi. Lettore. Cibo maledetto. Difficoltà. Imprenditore. Amante della televisione. Esploratore."

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *