Stati Uniti contro tutti: conto alla rovescia per la reimposizione delle sanzioni contro l’Iran che risponde: “È criminale”

WASHINGTON – “Il messaggio è molto semplice – ha detto Mike Pompeo – non permetteremo mai a uno Stato terrorista di acquistare e vendere liberamente aerei, missili e altri tipi di armi”. Inizia così il conto alla rovescia: – 29 giorni, termine che coincide con il giorno dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a settembre.

Gli Stati Uniti hanno quindi avviato all’Onu la procedura per la reimposizione delle sanzioni contro l’Iran (il cosiddetto “snapback”). L’ambasciatore americano Kelly Craft ha inviato una lettera all’ambasciatore indonesiano Dian Triansyah Djani, presidente di turno del Consiglio di sicurezza, presentando la denuncia sul mancato rispetto da parte di Teheran dell’accordo nucleare del 2015.

Il tentativo statunitense di reintrodurre le sanzioni internazionali contro l’Iran è “illegittimo e criminale”. E ‘quanto ha affermato il ministero degli Esteri di Teheran dopo la proposta presentata dall’amministrazione di Donald Trump all’ONU, contro cui si sono pronunciate Russia, Cina, Francia, Germania e Gran Bretagna. Questi sono i paesi che, insieme agli Stati Uniti, hanno firmato l’accordo nucleare del 2015 con Teheran, attuato dalla risoluzione 2231 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Ed è proprio sulla base di questo accordo che Washington vorrebbe ora reintrodurre le sanzioni contro la Repubblica islamica, accusandola di aver violato questo accordo. Ma l’Iran risponde che gli stessi Stati Uniti non hanno il diritto di fare una proposta del genere perché non è più un paese “partecipante” all’accordo, essendo stato rilasciato nel 2018. Per questo, afferma in una nota il Foreign Office, il tentativo americano di reintrodurre le sanzioni proprio sulla base di questa risoluzione è un gesto di “malafede” con cui gli Stati Uniti cercano di tornare sui propri passi perché La pressione politica generale “per rovesciare la Repubblica islamica o portare a un cambio di regime a Teheran è fallita.

L’Europa è contraria. Lo shock all’interno delle Nazioni Unite si preannuncia grave: il segretario di Stato Mike Pompeo ha addirittura accusato Francia, Regno Unito e Germania di aver scelto di appiattire la loro posizione su quella degli ayatollah al potere nella Repubblica Islamico. Come ha scritto la diplomazia di Parigi, Londra e Berlino in un documento congiunto, e come ha ricordato anche il capo della diplomazia europea Josep borrell, Gli europei considerano prioritario il mantenimento di questo accordo, considerata l’unica possibilità di dissuadere l’Iran dall’acquisire un’arma nucleare.

La tensione tra Stati Uniti e paesi europei aveva iniziato a intensificarsi già la scorsa settimana, quando non hanno votato a favore della proposta di Washington di estendere l’embargo sulle armi convenzionali dagli Stati Uniti. Iran, scaduto a ottobre. Solo due dei 15 membri del Consiglio di sicurezza hanno votato a favore della proroga.

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Abramo Montalti

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